Al via in Siria un ambizioso progetto da oltre 260 milioni di dollari


L'acqua pompata dal fiume Tigri al servizio dell'agricoltura

Basta osservare una qualsiasi cartina geografica della Siria per accorgersi che una vasta area del suo territorio è occupata dal deserto, e perciò risulta improduttiva a livello agricolo. Situazione che, tuttavia, è destinata a cambiare in meglio negli anni a venire: allo scopo di incrementare le superfici coltivabili del paese è infatti partito un progetto in collaborazione con la Russia che porterà alla redistribuzione dell’acqua del fiume Tigri nelle aree più disagiate.


Sul finire dello scorso giugno, il comitato siriano per le risorse idriche ha stipulato un accordo con la società russa Stroytransgaz per la messa in opera della prima fase del progetto, ovvero la realizzazione di una grande stazione idraulica di pompaggio nella zona di Ein Diwar.


Collegata a una ampia rete di tubazioni, quest’opera di importanza strategica avrà un costo complessivo di 260 milioni di dollari e sarà in grado di prelevare dal Tigri 1.25 miliardi di metri cubi di acqua ogni anno, che verranno erogati in modo controllato di mese in mese. Tutto ciò permetterà di aggiungere ben 64 mila nuovi ettari di aree coltivabili a quelle già presenti sul suolo siriano, incrementando così la capacità di autosostentamento del paese e il benessere delle sue economie.


Questa recente notizia di cronaca riporta ancora una volta l’attenzione sull’importanza che i sistemi di pompaggio assumono in ambito agricolo nelle zone in cui scarseggiano le precipitazioni, sia nel prelevare l’acqua dai fiumi che dal sottosuolo. Pompe Zanni è specialista proprio in questi impianti, costruiti con tecnologie e materiali all’avanguardia: contatta lo 0522/626636 per saperne di più.

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